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Ride free? ma dove…

A: roberto.parodi@threepercenters.it, Data: Wed, 2 Mar 2005 22:59:24 +0100, Da : XXXXX
Ciao roberto, ti do subito del tu dato che non mi sembra che tu abbia mezzi termini ,volevo solo dirti che l’articolo che hai scritto su freeway mi e’ piaciuto un sacco, dato che su questo argomento la penso proprio come te, prima di tutto perche sono motociclista e poi harleysta. Dato che ti sto scrivendo volevo chiederti un’informazione a riguardo dei colori,chi decide se una persona puo tenere o meno una toppa sulla schiena? Perche da un paio d’anni io ed il mio gruppo siamo stati presi di mira da un mc perche secondo loro dobbiamo fare gli schiavetti per tenere una semplice scritta sui nostri gilet ,ma a noi non ce ne frega un cazzo di quello che dicono e quindi tiriamo dritti per la nostra strada. L’unica cosa che mi gira e’ che alcuni di noi hano preso male questa storia.se mi rispondi mi faresti un grande favore.


Caro biker lombardo, evito di chiamarti per nome visto l’argomento piuttosto delicato, e ti rispondo con piacere.
L’argomento è quanto mai reale.
I gruppi MC si considerano gli unici eredi della tradizione del motociclismo di gruppo. Essi ritengono che la “dedizione ” al mondo biker debba essere totale e completa e vogliono distinguersi da chi si avvicina alla moto in modo apparentemente “turistico” e casuale. Il fatto di portare i simboli sulla schiena è un modo di dichiarare la propria appartenenza a questo mondo che altri biker hanno creato prima di loro ma con la stessa passione e devozione. Ecco perchè il fatto di vedere dei “borghesi” con la moto comprata giusto per la stagione estiva, uscire per strada vestiti da bikers (quindi con back patches e robe simili) fa saltare la mosca al naso a chi, per poter indossare pezze del genere, ha scontato anni di prospecting (cioè di postulanza presso il Club) o magari ha dovuto affrontare risse e problemi per difenderle…
Questo è l’antefatto: ecco perchè il gruppo MC principale di ogni zona geografica (per esempio a Milano ci sono gli Hells, nel triveneto gli Hells e anche gli Outlaws, in meridione i Bandidos e così via) si è ascritto il diritto di giudicare chi può avere l’onore di indossare le patches sulla schiena e chi no.
La situazione è così in tutto il mondo e le radici di ciò si devono cercare proprio negli USA, patria della sub-cultura MC.
Questo status più certamente essere discutibile, ma tant’è, e chi sceglie di indossare le back patches, in fondo ne condivide lo spirito.
Si può ottenere l’approvazione dal gruppo MC più influente sia “facendo gli schiavetti” come dici tu o invece (direi io) frequentando il gruppo MC “con rispetto” e pazienza e dimostrando loro la vostra passione e cercando di convincerli che non siete dei motociclisti della domenica.
Se ci pensi, da un certo punto di vista, la cosa è comprensibile: ormai non sono più molte le cose che distinguono un vero biker da uno che vi si atteggia solamente e la pezza sulla schiena è ancora oggi un elemento di distinzione.
Come fare quindi?
Continuare per la propria strada sbattendosene delle minacce, come sembra che tu voglia fare, è una soluzione coraggiosa ma ha come conseguenza l’esclusione dal mondo biker che a quelle regole è allineato, e cioè tutto l’ambiente che fa riferimento all’MC Italia, il consiglio dei gruppi MC da decine di anni frequentano e, si può dire, hanno posto le basi della scena biker italiana.
Quindi tutto dipende da quale ambiente motociclistico si frequenta: se siete di quelli che amano i raduni italiani prima o poi vi ritroverete a dover giustificare i vostri colori auto-approvati ed è molto probabile che vi toccherò litigare; se invece state per conto vostro e organizzate le vostre uscite limitandovi a viaggi internazionali o a frequentare grandi raduni all’estero, è certo più difficile essere individuato come un gruppo che potremmo definire fuorilegge tra i fuorilegge.
Quindi fate come volete e riflettete sul vostro possibile futuro nell’ambiente, ma per favore, non esagerate attaccando alla schiena anche i famosi “rockers”.
Se il vostro emblema è per esempio un drago e desiderate attaccarvelo sulla schena, tenetevi quello e stop. Se invece aggiungete le altre due pezze curve, (quella superiore che indica il nome del gruppo per esempio “Drakes”, e quella sotto con la città di provenienza), allora è quasi certo che qualcuno verrà a chiedervi chi vi ha autorizzato ad autoqualificarvi gruppo MC.
Tutto ha un limite, un conto è girare con una pezza, un conto è avere la “carta d’identità” di MC.

Ho scritto un pezzo in proposito (che Freeway non ha pubblicato): è qui e si chiama Bikers Rules.
Ciao e a presto…

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