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Settembre, andiamo


Si fanno proponimenti, si inziano le diete, si cambia la fidanzata.
Tutto ricomincia adesso e non certo a gennaio, mese loffio e privo di spunto come una giapponese scarburata.
Anche i Threepercenters sentono questo profumo di mattino che solo settembre sa regalare, e scattano le novità motociclistiche.
Il Depia, franato a terra per la terza volta (come Gesù Cristo), ha deciso di dare “una sterzata” definitiva alla sua vita motociclistica, decidendo di cambiare lo Sporster. Tra le papabili, oltre all’eterna possibilità di una Electra Standard (d’occasione: se avete idee, let us know…), un Fat Boy o addirittura una Triumph Bonneville (idea da me personalmente caldeggiata per la grande classe di questa vecchia signora, che inoltre costa clamorosamente meno di un’HD)
Mario si accinge a completare il make-up alla sua gloriosa 1200 Sportster (nota come “la grigia”) e a liquidare la stupenda Springer Softail Centenario Carburatore (by the way, questo è un annuncio, ragazzi: contattatelo).
Da parte mia, ho prontamente portato la moto dal Magni, in via Colletta, per una serie di modifiche e riparazioni.
Assaporo questi giorni appiedato osservando le altre per strada, girandomi quando odo un rombo inconfondibile e pregustando il risultato finale.
Sono un sostenitore dei particolari, più che della radicalizzazione: ed ecco perchè mi sono scatenato su piccole cose che, credo, possano portare un notevole miglioramento alla mia Road King. Il manubrio innanzitutto, cruciale per l’estetica e la funzionalità del mezzo. Ho coraggiosamente fatto montare quello del vecchio Dyna Super Glide Sport, nero e bastardo, piccolo e maneggevole, al posto dell’immenso bikini che tra le dune di sabbia si era rivelato scomodo esattamente come nel traffico di Milano. I para-borse posteriori che verranno anneriti come gran parte del motore e del carter, le fasce nere sui tubi dei gas di scarico (i miei gessati ringraziano).
Ma non è tutto: sulla “sostanza” ci sarà una nuova cinghia, più stretta, che mi consentirà di montare un pneumatico posteriore molto più largo, per affrontare meglio gli sterrati e la sabbia, così come i nuovi ammortizzatori posteriori Koni che, come il Magni assicura, mi dovrebbero preservare il culo – se non dai tombini aperti di Valona, per lo meno dalle buche degli sterratoni africani…
Per ora, basta così, ma aggiungo che in tutto ciò c’è anche un tributo ai miei amici CRM e in particolare ad Andrea “Bast” Chiaravalli, motociclista di lungo corso ma anche innamorato senza speranza dell’Harley sia come moto che come oggetto esteticamente appagante.
Uomo di grande sensibilità estetica, con molto tatto mi aveva fatto capire che la mia vecchia bombolona “aveva bisogno di un piccolo restyling”.
E io certe lezioni, non le perdo mai …

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