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I vostri pensieri per Srebrenica

Questi messaggi sono stati portati dall’Italia da tre motociclisti, nelle borse di tre Harley-Davidson.
Sono pensieri che vengono dal cuore di tanta gente che non vuole dimenticare la strage di Srebrenica, a prescindere dalla religione, dalla razza, dalla nazionalità e dall’etnia. Ognuno preghi il proprio Dio, affinché ciò non accada mai più.

- 19 luglio 2005 -

Uno speciale ringraziamento, per la loro sensibilità, a

Roberto, Mario, Roberto, Pietro, Giovanna, Pietro, Vittorio, Cristina, Giorgio, Benedetta, Alessandro, la Gigia, Sveva, Beppe, Andrea, Benedetta, Fabio, Matilde e la piccola Eleonorina, Dubravka, Gaia, Dario, Giorgia, Fabrizio, David, Roberto, Marina, Emiliano, Beppe, Francesco, Arrigo, Anna, Giovanni, Demelzia, Caterina, Guido, Giorgio, Antonio, Jack, Ste, Giovanni, Dario, papà, mamma, Matteo, Marco, Michele, Paolo, Carlo, C. Carlesi, Silvia, Ludo, Luca, Annalisa, Roberto, Lorenzo, Beba, Eliana, Marzia, Maria, Fabio, Stefano, Tiziana, Andrea, Carlo, Romy, Annamaria, Emiliano, Ale, A. Saporito, Fabio, Marta, Barbara, Andrea, Gianni, Ave, Giovanni, Fiammetta

… e a tutte le persone che ci hanno pensato e aiutato in questa piccola impresa

* * *

“Ti preghiamo, Iddio, che il dolore sia speranza, che la vendetta sia giustizia, che le lacrime materne siano preghiera, perché mai più a nessuno accada Srebrenica”.

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Sono tutti bambini, di tutte l’età, gridano, ridono, corrono, giocano sono felici. loro sono bambini non sanno dei problemi del mondo, vivono la giornata e aspettano di diventare grandi…
dicono che erano 17000, un numero impressionante:
in quegli anni noi eravamo qua nella “nostra “vita, scrivevamo ai nostri amici dal nostro bel pc, facevamo le vacanze, viaggiavamo sognavamo….
loro però erano la, dove la mente umana, ancora una volta, la solita ultima volta, impazzita e incattivita ha agito con furore.
erano bambini e non ci sono più, non sono più diventati grandi…
non ci sono più ma se chiudo gli occhi li vedo felici su nel cielo, di tutte l’età, gridano, ridono , corrono, giocano e sono felici…sono degli angeli.
Andrea

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caro Robi, ecco il mio pensiero

ho due bimbe piccole che del mondo conoscono solo le cose belle e felici
questa sera prima di dormire insegnerò loro a pregare per chi in una guerra
sanguinosa e lontana ha perso il proprio papa o la propria mamma

Tanti baci,
Benedetta

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Sretan put i nek’ vas sreca prati (buon viaggio e che la fortuna sia con voi) Dalla povertà di Albania, le spiagge affollate di Montenegro, la tristezza e la bellezza bosniaca, la durezza serba e Kosovara…la realtà sarà molto diversa delle immagini televisive.
Siate attenti e rispettosi dei sentimenti delle persone di cui incrocerete la strada. Un saluto da una ex-jugoslava !
Dubravka

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Buongiorno Roberto,
rispondo al vostro appello con questo pensiero, con ogni probabilità le nostre riflessioni non serviranno a cambiare le cose, ma se non altro avremo diffuso il nostro personale pensiero di pace. Purtroppo, come tu stesso affermi, si tratta di pura follia, e contro la follia la ragione, il buon senso e l’amore per la vita possono poco.
In bocca al lupo per il vostro viaggio da tutta la redazione!
A presto, Saluti
Sveva

In ogni Paese, in ogni città, in ogni angolo del nostro cosmo un po’ malato si consumano quotidiane guerre, a volte battaglie. In questo momento qualcuno sta lottando per vivere, qualcuno per mangiare, qualcuno semplicemente per prendere un treno o sopravvivere alle regole di una società “troppo civilizzata” e fagocitante, qualcuno solo per non essere sopraffatto da tante difficoltà. Il rancore è un sentimento povero e distruttivo. Vorrei credere che tutti i popoli condividessero questa comune convinzione, proprio a cominciare dalle piccole cose. Un uomo libero da questi sentimenti è davvero un uomo libero e mai superiore. Un uomo che sorride a sè stesso potrà farlo con i suoi simili. Lasciamo le lotte di potere a coloro che credono di detenerlo, scordiamo l’invidia e, senza sentirci in difetto, lottiamo per vivere e non per morire. Riconosciamo le differenze tra i popoli e quando serve, non ostiniamoci ad essere tutti uguali, non lo siamo. Ma soprattutto concediamo ai figli che verranno il diritto di vivere serenamente, il piacere di viaggiare senza temere per le loro vite, di amare senza pregiudizi. Di riconoscere nello straniero un amico, non nutriamo l’odio e non dispensiamo luoghi comuni. E prima di professare la pace nel mondo cerchiamo la pace che esiste dentro di noi.
Sveva

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Accetto con entusiasmo il vostro invito a scrivere qualcosa, visto che non posso esserci di persona, ma è bello pensare che qualcosa di mio arriverà fin laggiù! Questo è il mio verso preferito della Bibbia, spero che sia adatto all’occasione:
“I pensieri che ho per voi sono di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza” dice l’Eterno.
Geremia 29:11
Divertitevi!
Gaia Munari

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Nel meridione d’Italia, si usa benedire chi intraprende uno spostamento, con destinazione l’America o il tabacchino sotto casa, con un “a maronna t’accumpagn”. ora, dato il luogo, il tempo e qualche altra dimensione, un accompagnamento simile non è proprio bene augurante.
che non vi accompagni nessuno, né la madonna né Allah né il dio degli eserciti né le molteplici divinità indù, nessuno se non la vostra curiosità e voglia di conoscere da vicino anche le realtà più terribili.
– l’unico modo, io penso, di sconfiggere il terrorismo, è sconfiggere il nostro terrore -
statemi bene
Dario De Marco

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Spesso siamo presi dalle nostre “cose” e siamo troppo indaffarati ( a volte anche solo per cose futili) per non accorgerci di ciò che accade intorno a noi in paesi che non sono poi così lontani da noi. A volte basterebbe veramente molto poco per regalare una piccola speranza o meglio ancora un sorriso a qualcuno capace di essere contento solo perché abbiamo pensato a loro, sicuramente queste persone “sfortunate” hanno bisogno di aiuti materiali ma é anche vero che l’aiuto morale é molto importante: sapere di non essere soli.
Scrivere non é mai stato il mio forte, inoltre sono convinta che , purtroppo , il più delle volte non ci sono parole per descrivere queste situazioni e lo sgomento interiore che causa: può sembrare banale, ma credo che spesso il silenzio sincero sia meglio di molte parole dette ma troppo spesso dimenticate.
Giorgia

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Good Ride
Fabrizio

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Ciao Roberto, la cosa che mi ha più impressionato del mio viaggio in quelle zone circa 4 anni fà è stata la completa mancanza di una generazione, lo noterete anche voi, non ci sono persone dai 25 ai 40 anni, sono spariti, cancellati quando poi passerete nei piccoli villaggi che portano ancora i segni evidenti del dramma che si è consumato avrete la certezza di dove sono spariti.
David Volpini

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Sembra assurdo, ma è facile per un governo inneggiare alla guerra facendo leva sugli ignoranti che pensano di essere superiori ad altri ignoranti sottomessi ad un altro governo.
Se solo questi poveri ignoranti sapessero che le etnie e le religioni sono solo una scusa per sommare altro potere e denaro a quello che i loro governanti già hanno… Buon viaggio.
Roberto

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Roberto, ho deciso di mandarti un pezzo tratto da un articolo comparso oggi sul quotidiano locale di Bergamo:
parla della strage di bambini di Bagdad ma fa una premessa generale che mi è piaciuta molto a partire dal titolo:
” E se dicessimo “siamo tutti iracheni?”
baci a presto
Marina

E se dicessimo siamo tutti iracheni? Riusciremo, almeno adesso, a dire siamo tutti iracheni?. Quelle tre parole che ci sono uscite spontanee per l’11settembre 2001 degli americani, per l’11 marzo 2004 degli spagnoli, per il 7 luglio 2005 degli inglesi, e che fatichiamo tanto a pronunciare per questa povera gente lontana?
Ieri nel quartiere di Al Jadida di Bagdad, un kamikaze si è lanciato contro una pattuglia di soldati americani che, stando alle prime notizie, cercava proprio lui, avendo ricevuto la segnalazione di un’auto sospetta. Pur di lanciarsi sui soldati il killer ha ignorato il fatto che il blindato era ormai attorniato da una folla di bambini che chiedevano caramelle. E così, la più crudele delle stragi : almeno 26 bambini iracheni uccisi, con loro un soldato americano.
I fratelli dei ragazzi falciati a Beslan il primo giorno di scuola, dei giovani massacrati a Srebrenica, di quelli travolti nelle guerre africane dal Ruanda al Darfur, vittime innocenti di una Storia che ha ripreso a correre e a divorare i suoi figli.
Che cosa ci rende così meno facile, dunque, riconoscere questi iracheni dolenti come fratelli, abbracciarli nella consapevolezza che la loro sorte è la nostra sorte, che il nostro posto è il loro? Che un grattacielo, un treno una metropolitana e una strada polverosa di Bagdad sono parte di un unico mondo, di fronte a una violenza così abbandonata a se stessa, così incapace di produrre altro che morte?. Sappiamo a memoria quanti sono i morti USA, com’è giusto, ma non abbiamo idea di quanti siano i morti civili. Nessuno li conta , pochissimi li piangono.’
L’Eco di Bergamo, Fulvio Scaglione 14/07/2005

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Considerati i nostri “work in progress” non ti metto niente nella borsa ma ti chiedo solo di riportarmi una possibile favola o leggenda, che permetta tra qualche anno di dare speranza e ottimismo a chi si accingerà allora ad affrontare e convivere con questa folle umanità.
Emiliano

Buon viaggio, vi auguro tanti chilometri e tanti sorrisi (vostri, loro). Fateci sapere cosa trovate…
Beppe

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Roberto, sono righe toccanti.
Ti vorrei lasciare sono un pensiero che ti pregherei ti portare con te, se non nella borsa di cuoio , nella tua (vostra) mente e nel tuo (vostro)cuore. Dopo i fiumi di inchiostro scorsi a descrivere la pena, l’amarezza , la disperazione di queste sfortunate popolazioni , la nascita di comitati “pro-questo” e “contro-quello”, l’ONU , i caschi blu, la politica usata a beneficio di questo o quel fronte , il rischio a cui non vorrei andare incontro e’ quello della retorica e della banalita’. la mia semplice riflessione cade sulla fortuna che abbiamo noi che viviamo angosciati
da mille problematiche del day to day , delle fees , dai bonus , dai mercati… fortunati di vivere comunque in paese libero da queste toccanti angosce, con difficolta’ di ogni tipo ma libero, forse poco “democratico” ma libero… che non festeggiano i decennali delle stragi di migliaia di persone ma i sessantennali…
la fortuna di essere sani e potere “visitare” queste terre e queste popolazioni… la fortuna di potere tornare a casa e dire “…era solo un sogno…” buona fortuna
Francesco

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E’ un viaggio che merita e che vi segnerà.
Le ferite sono ancora aperte, le facce portano i segni ed i confini inquietano. Non dimenticatevi di Mostar e, consiglio da maschietto, di Budva e Sveti Stefan.
Arrigo

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Purtroppo non ho messaggi.
Vai in pace, posso dirti! E per levarti di dosso la guerra e le sue torture ti consiglio di parcheggiare l’Harley a Lubjana un giorno. La Slovenia è un altro mondo, serve per cancellare quel che hai visto in Croazia etc etc. Un giorno da borghese in un viaggio da devil su due ruote, puoi (potete) anche permettervelo, no? Buon viaggio,
Anna

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Mai stato in quei posti comunque a parte le solite raccomandazioni attenti alle benzine, ti crepano gli iniettori.
Cia’ Giovanni Fattori

ciao Roberto,
sono un’assidua lettrice di Italian’s, ho letto con attenzione ed emozione la tua mail sul vostro viaggio in Bosnia… dalle descrizioni e dalle motivazioni che vi spingono a partire vorrei essere lì con voi, ma i milioni di impegni e mille altre buone ragioni me lo impediscono quindi mi limito ad augurarvi i più grandi in bocca al lupo e il più grande divertimento….
magari, come dice Beppe, facci sapere, anche tramite il sito del corriere, come è andata.
Ciao Demelzia

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Roby,
sei grande, ma tu che ci fai nella Milano da bere?, sei una testa calda e dovresti trasmetterle più spesso e a tutti le tue riflessioni che poi interpretano esattamente quello che sentiamo….
Buon viaggio e tienici al corrente dei tuoi pensieri ispirati!
Baci,
Caterina e Guido

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Robi caro,
l’idea dei messaggi da portare a Srebrenica mi sembra bellissima. Dillo anche ai tuoi due soci.
Ti abbraccio,
Giorgio

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Cari amici,
sono un motoviaggiatore come voi e come ogni buon motociclista conosco il valore della solidarietà (tra motociclisti e non) e, idealmente, sarò con voi. Contro ogni forma di fondamentalismo, auguro a voi e alle nostre amiche moto di fare tanta strada, in pace .
Un doppio lampeggio a te e ai tuoi compagni. Antonio Restaneo

ragazzi come al solito vi faccio i miei complimenti e i miei migliori auguri di riuscire a divertirvi e portare a termine quest’impresa..
siete mitici..
speriamo che i bikers tornino ad essere portatori di pace..
ciao
jack

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Un abbraccio ragazzi,
i Balcani sono un terra meravigliosa, ve ne innamorerete, se non lo siete già.. Quanto vorrei essere lì con voi…
Un abbraccio!
Ste,
cooperante in Trincomalee, Sri Lanka
p.s. su www.stefanobarazzetta.com potete leggere un po’ delle mie riflessioni, sulla Bosnia….. ciao!

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Ciao Roberto
complimenti per la vostra iniziativa.
Sono stato in Bosnia per motivi di lavoro nel 2001, ho alloggiato nel famoso Holiday Inn, casa dei giornalisti del mondo in Bosnia, ho visitato la splendida città di Sarajevo ( che belle le stradine intorno al mercato vecchio), ho visto il sangue che ancora giace lì dove è esplosa una granata al mercato che ha causato decine di morti, ho visto il bellissimo monumento ( nella piazza dove si gioca la partita di scacchi a dimensioni naturali) che recita “la differenze delle culture è una risorsa” e soprattutto ho visto la gente di Sarajevo , piena di vita, piena di voglia di fare e mi sono detto che siamo molto fortunati perchè siamo nati a 1000 km di distanza ma proprio per questo dobbiamo fare qualcosa per questa gente indipendentemente dai rispettivi credo religiosi. Buon viaggio e portate il mio sorriso a tutti i bosniaci. Giovanni MARINO


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Ciao Roberto, mi ha fatto molto piacere leggerti per almeno due motivi. Il primo é che mi dai la possibilità di riprendere un contatto con Te e con Voi a cui tengo molto e che sono stato costretto a trascurare per il verificarsi di una…….emergenza lavorativa che ancora, con molto affanno, stiamo gestendo; il secondo é l’opportunità di parlare di……..”politica” nel senso più vero e forse più bello del termine, assunto che il tramite perché se ne parli, una volta tanto cosa rara, é una moto e un…..viaggio. Anche di questo, e di altro, volevo e ancora voglio parlarti appena se ne darà la possibilità.
Ancora una cosa: l’anno scorso sono stato in quei luoghi, insieme con due amici abbiamo girato un documentario, sono tra le…….altre cose, socio in una piccola azienda che produce video. Questo video é anche passato su RAI Educational e se mi fornisci un indirizzo mi farebbe piacere spedirtelo;
intanto ti allego un mio scritto (il vecchio vizio che torna), lo buttai giù di getto di ritorno da quel viaggio. Te lo affido, fanne l’uso che vuoi, di certo sarà quello giusto. Vi invidio da morire e vorrei essere con Voi, un abbraccio forte.
Buon vento.
Dario

Degli uomini che ho amato
Degli uomini che ho amato ricordo i silenzi, obliqui,
come città segrete e disfatte,
tra muri stinti e lamiere contorte,
ricordo il filo delle parole
perdersi nell aria immobile, tessuto, come una ragnatela
a cui ti aggrappi per non cadere,
illusioni d argento e ambra, leggere,
tra il fumo e l unto della mia casa.
Degli uomini che ho odiato ricordo i silenzi, gli stessi,
e le rapide fughe, vigliacche,
come le mani dei vincitori,
guerrieri spaventati dal niente,
piegati come i miei sogni
persi nella penombra di giardini misteriosi,
o dietro i ricami di lenzuola profumate di riposo.
Degli uomini ricordo solo i silenzi, ansimanti
Avvolgere i fianchi delle danzatrici.
Solo i silenzi restano, figlia
E i loro passi che valicano il confine.
Qui tutto sfugge, si rovescia,
qui tutto è eco di emozioni senza ragione.
Io solo vorrei che il cavaliere e l’usignolo
Potessero bere ai tuoi occhi
Poiché nulla trasfigura una donna come
Un ora d’amore.
Ma quale sarà il suo nome,
quale nome darai ai suoi figli,
quanto tempo ruberai ancora alla tua vita
prima che il fuoco consumi la fascina
e questa notte calda ridiventi una splendente festa.

* * *

Bravo Robi, ti abbraccio, siate prudenti.
Papà

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siete in gamba ragazzi un abbraccio da
una mamma

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Bellissima iniziativa, in bocca al lupo e mi aspetto di leggere qualche sorta di “reportage” del viaggio, tipo il diario del Che sul suo viaggio in motocicletta, su Italians.
P.S. Che il Cattivo Tobia sia diventato BUONO???!!!
Un saluto
Matteo Zambelli

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Tutta questa tronfia retorica solo per giustificare il fatto che andate dove le prostitute costano meno.
Attenti, che la vera Srebrenica è a casa vostra quanto tornate
In bocca allo slavo
Marco

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Caro Roberto,
mi chiamo Michele e ti/vi scrivo dalla sempre più multietnica Torino. Sono felicissimo di aver letto la vostra lettera su Italians. In questi giorni mi è capitato spesso di parlare con amici e conoscenti dei fatti di Srebrenica e la delusione è sempre stata forte poiché i commenti si limitavano a cose del tipo: “Srechè? e che cos’è?” e anche una volta spiegato che cosa rappresenti quella città e che cosa abbiano patito i suoi abitanti, le risposte si limitavano a meri commenti di circostanza. I CSI in una loro canzone si chiedono come debba essere stato vivere in un catino/bersaglio mobile di ogni cecchino. Chissà in quanti hanno colto questo riferimento…
Anche io partirò la settimana prossima, non in moto però, verso il Montenegro per fare volontariato. Girerò il paese per 15 giorni prima di dirigermi a Belgrado ed infine in Turchia. Il maggiore augurio che voglio farvi, e che faccio a me stesso da quando ho deciso di partire, è quello di poter imparare tanto da questa avventura, e di portare un messaggio di speranza. Spiegate loro che l’Italia non è solo quello che la nostra pessima televisione mostra loro e che, oltre al mulino bianco, ci sono valori di tolleranza e democrazia (anche se non manca, qui da noi, qualche idiota che mette in dubbio i valori della nostra società con una regolarità quasi svizzera). Rispondere alle guerre di religione con retate anti-terrorismo in pompa magna non trasmette fiducia in chi questo paese sta iniziando a conoscerlo solo adesso e che, con curiosità, si aspetta una società che funziona con servizi per i cittadini e amore verso il prossimo.
Forse chiedo troppo? è probabile ma nel mio piccolo mi piace inondare le persone che conosco con questi discorsi. Se anche una sola persona cambierà le proprie idee sull’integrazione, sarà già un successo.
Fate lo stesso ragazzi!
Un grandissimo in bocca al lupo per il vostro viaggio.
Michele Cimmino

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Sì, le “guerre dimenticate”, anzi mai approfondite. Il decennale di Srebrenica offre un ottimo pretesto per andare a verificare di persona quello che, purtroppo, pensiamo già di conoscere.
Non mi piacciono gli slavi, d’istinto direi: chiudete bene le moto. Poi mi ricordo che ho cinque CD di bande balcaniche e mi sento confuso.
E poi temo che poliziotti e militari siano più pericolosi. Per dire, Mladic e Karadzic sono ancora a piede libero.
Però anche stavolta vi porterete appresso un po’ della mia invidia. Per fortuna non ingombra, quindi buon viaggio!
Paolo

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Cari Roberto^2 e Mario
state facendo una gran cosa…Io e due amici siamo stati ad Auschwitz in moto ed e’ stata un’ esperienza indimenticabile, e amara.
In bocca al lupo!
Carlo
PS Quali moto?

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Salve,
ho letto il vostro messaggio su Italians e mi ha particolarmente colpito, in questi giorni in cui la stampa ricorda la strage di Srebrenica.
Gli anni 1992/1995 sono stati per me anni un po’ tumultuosi per varie ragioni più vicine al mio quotidiano e ho dei fatti storici di quel periodo solo ricordi vaghi. Per intraprendere questo viaggio vi siete documentati leggendo qualcosa di particolare che potreste consigliarmi per rinfrescare la memoria e cercare di capire cosa è successo? Capisco che non è esattamente il genere di messaggio che avevate chiesto, ma vi ringrazio in anticipo se avrete tempo e modo di rispondermi. Un cordiale augurio di buon viaggio.
C. Carlesi

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Aderisco volentieri al vostro invito anche se non sono molto brava con le parole, mi sento però vicina al cuore di chi ha perso un congiunto o un amico per mano di compatrioti ma anche a causa di chi ha preferito la propria tranquillità alla vita altrui.
Mai più Srebrenica!
Buon viaggio
Silvia Valentini

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E ti chiedo di star molto attento e molto uniti quando passate per l’Albania, possono capitare le sorprese spiacevoli sinceramente, e quindi munitevi di un coltello per difesa.
Parola di uno che e’ stato mesi per lavorare.
E di amici albanesi che mi sconsigliavano di andarci. Anche se e’ tanto bella ed e’ popolata di gente calda. Saluti Ludo

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Cari Amici,
motociclisti come me, portate a coloro che vi incontreranno un piccolo raggio di Sole della nostra splendida e controversa Terra. Portate quella gioia che solo uomini di spirito hanno, quella voglia di ridere incontaminata.
Portate con voi noi tutti, per rendere ancor piu’ gaia la vostra avventura…e soprattutto, date cio’ che avete di piu’ caro…una lacrima per coloro che son caduti.
Buon viaggio ragazzi, se avessi saputo di questo vostro progetto, mi sarei unito a voi.
Luca

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Caro Roberto,
Sono assolutamente in sintonia con le Tue riflessioni e con i Tuoi sentimenti. In questi giorni la sensazione di paura e di incertezza e’ di nuovo entrata a far parte delle mia, ed immagino di molti altri, quotidianità’. Il rischio e’ che con la paura si alimentano anche odi razziali e preconcetti.
Il vostro viaggio mi sembra che vada in senso opposto.
In bocca al lupo
Annalisa

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Buongiorno Sig. Roberto Parodi,
proprio oggi ho mandato questa mail alla Rai per vedere se mi possono aiutare nella ricerca di questo bambino. Ma forse la mia mail vorrebbe solo cercare di capire come è potuto succedere quello che è successo…non so dirlo neanch’io. Auguri per il vostro viaggio e, se non le dispiace, mi piacerebbe sapere
le vostre impressioni, al ritorno. Grazie mille. Roberto Russo
Buongiorno signori, ho visto il tg2 delle 20.30 Domenica 10 Luglio 2005. Il servizio che mostrava il campo di concentramento dove erano stipati gli uomini ed i ragazzi di Srebrenica, mi ha sconvolto, anche se a 10 anni di distanza. La cosa che mi ha riempito di dolore è stata la seguente immagine: carrellata sui prigionieri nel campo di concentramento o nel campo delle Nazioni Unite e ripresa fissa di 1 o 2 secondi di un bambino di circa 9/10 anni con in mano un coniglietto bianco. Il bambino si guarda un po’ intorno, alla sua sinistra, come a cercare qualcuno, quasi come se volesse che qualcuno lo svegliasse da quell’incubo. Ma nessuno lo potrà svegliare e lui rimane lì, con il suo coniglietto bianco, unico ricordo ormai di una vita normale, unica àncora e forse, unico affetto in quel mare di disperazione e sbigottimento. Sono rimasto senza forze, come spossato dopo quel servizio e non riesco a pensare che a quel bambino e alla fine che ha fatto. Vorrei, se possibile, rintracciare l’autore del servizio e l’operatore, per sapere se poi sono rimasti a Srebrenica e se hanno visto che fine ha fatto chi si è salvato. Mi rendo conto che non è facile soddisfare questa richiesta. Ho letto che il massacro ha incluso uomini da 16 a 60 anni. Quel bambino non avrebbe dovuto rientrare in quella fascia, quindi, in teoria, avrebbe dovuto salvarsi ed oggi dovrebbe avere 19/20 anni. Vi prego di esaudire questo mio desiderio. Sono un papà, e vedere quel bambino e la sua tenacia nel tenere in braccio il suo coniglietto anche in un frangente come quello, mi ha riempito di tenerezza e commozione. Di pena e di commiserazione per quello di cui l’uomo, purtroppo, è capace.
Roberto Russo


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Ciao ragazzi, ho letto la vostra mail su Italians e volevo fornirvi il mio contributo. Ho 24 anni e sono stato diverse volte nei balcani e più precisamente nella “cattiva” serbia (1996,2000,2004).
Il piccolo contributo che sento di dare al vostro viaggio è invitarvi a sentire, ascoltare, comprendere le parole di chi in questi anni è stato usato sempre come caprio espiatorio: il popolo serbo. Nulla da contestare sul fatto che l’eccidio di Sebrenica sia opera di serbo-bosniaci, che le tigri di arkan abbiano seminato orrore e morte nei balcani oppure che Milosevic fosse un satrapo di inconcepibile crudeltà.
Il popolo serbo è però un altra cosa, al pari degli onesti islamici britannici ingiustamente comparati ai macellai che hano organizzato gli attentati del 7/7.
Sentiteli, ascoltateli, guradateli negli occhi.
Hanno voglia di Europa, di pace. Hanno amici croati, bosniaci, macedoni e abbassano vergognosi gli occhi se si parla di Sebrenica…
Non hanno alcun astio per i (pochi) turisti italiani, britannici o americani che si aggirano nelle loro città e fotografano (vergognosamente) le macerie dei resti dei palazzi bombardati nel ’99. La considerano una giusta punizione, come se loro dovessero espiare qualcosa in eterno, mentre i generali, gli alti funzionari governativi di slobo, gli autori dei massacri in bosnia e kosovo girano indisturbati…
Per il resto godetevi i Balcani e la possibilità di poter viaggiare finalmente dalla Slovenia alla Macedonia in maniera abbastanza normale…
La Pace serve a questo: poter viaggiare e sentire i profumi della terra in maniera libera, fresca, vera.
Buon viaggio.
Lorenzo Casale

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Ciao a tutti e tre!
Mi chiamo Beba, ho 41 anni e voglio aggiungere il mio BUON VIAGGIO a tutti quelli che riceverete in questi giorni. Camminiamo tutti a tentoni in tempi strani, difficili e stridenti. Il mondo è pieno di gente che scambia la finzione con la realtà e viceversa, che misura la propria felicità sull’apparenza, che si arrotola orgogliosa nella propria indifferenza. E poi, per fortuna, c’è un sacco di gente decente, che prova a fare del suo meglio, vive e respira, uomo in mezzo agli uomini; Quella gente ha bisogno di rispetto, normalità e incoraggiamento. Buon viaggio davvero.
Ci si vede su Italians.
Beba

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Ciao Roberto,
subito subito…IN BOCCA AL LUPO PER IL VIAGGIO! Se ti interessa posso metterti in contatto con persone che hanno fatto il tuo stesso viaggio, o giù di lì, forse conoscerai Mauro Crema, giornalista de….aspè…azz…me so scordata la testata!
Ad ogni modo, so che…ehmmm scriviamo per lo stesso giornale, ma io una intervistona al ritorno, per Bikers Life, la terrei buona…
Mi raccomando, alto l’onore del biker tipo (non snob :-) :o ) ) italiano! Baci.
Eliana

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leggendo la lettera mi sono rallegrata del fatto che esiste ancora qualcuno che non ha intenzione di dimenticare.
Marzia

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Salve,
ho letto il vostro messaggio su Italians e non ho molto da aggiungere alle vostre riflessioni.
Portate con voi la dolorosa consapevolezza che quanto è successo poteva essere evitato, se potete, parlate con loro perchè sappiano che non sono soli, stringete le loro mani perchè la dignità ed il rispetto umano non hanno colore, nazione nè religione.
E’ vero che questi gesti sono poca cosa in confronto a quanto è accaduto loro, ma fino a che cercheremo di ricucire le lacerazioni figlie dell’odio e della violenza, possiamo sperare. Cordialmente,
Maria Bianconi

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Buon viaggio in moto ragazzi.
Anche io sono un motociclista come voi! Avete pensato ad organizzare un album di foto virtuale per pubblicare sul web tutte quelle che farete durante il vostro viaggio?
Ciao,
Fabio

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Sono con voi.
Quando tornate, per favore fatemi sapere cosa avete visto e come vi siete sentiti.
Un saluto.
Stefano

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Roberto, Mario, Roberto, Il viaggio in moto è già di per sé una sfida, la possibilità di vivere emozioni senza filtro. La vostra esperienza vi regalerà senz?altro indimenticabili sensazioni. Lo scorso anno, io e Federico, il mio fidanzato, siamo andati in moto in Croazia e, tra le altre mete, abbiamo incluso i laghi di Plitvice che si trovano non lontani dal confine bosniaco. In quei territori abbiamo potuto verificare con i nostri occhi i danni subiti dalle abitazioni: buchi di pallottole, intere parti degli edifici crollate e case con evidenti lavori di riparazione… siamo stati distratti talmente da tale visione che abbiamo avuto un incidente, per fortuna, con poche conseguenze. La moto (Harley) un pochino ammaccata, noi alcuni lividi ed escoriazioni e tutta la popolazione del luogo a soccorrerci! La Bosnia sarà sicuramente terra più dura ma anche più vera e meno turistica. La vostra scelta è davvero degna di nota e spero che farete un resoconto del viaggio nella rubrica di Severgnini. Quest anno, io non sarò più una semplicepasseggera, ma guiderò la mia di moto (ho preso la patente da pochi mesi).
Stiamo ancora organizzando il nostro viaggio, ma siamo pronti a vivere questa esperienza, con tutto ciò che essa comporta: moscerini, pioggia, vento e smog ma anche e soprattutto un arricchimento dello spirito e una maggiore complicità. Concludo con un classico in bocca al lupo!
Vi auguro buon viaggio, con un pezzettino di cuore dentro una delle vostre bisacce!
Tiziana Francescangeli

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Portate un po’ di “colore” ai bambini.
Fategli fare una foto sulle motorone cromate e poi spediteglile.
Quando tornavamo dai viaggi in camper con la mia famiglia (Capadocia, Ungheria, Bulgaria e anche Ucraina) spedivamo le foto a tutte le persone con cui le avevamo fatte e che ci avevano dato l’indirizzo.
Poi un giorno qualcuno capirà quale orrendo controsenso sia massacrarsi in nome di Dio che è la massima espressione concepibile della parola “amore”.
Ciao e divertitevi.
Andrea
P.S.
Un po’ vi invidio, bastardi.

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Non sono un biker (so che la cosa e’ grave), ma mi sembra una bella iniziativa.
Ho avuto in passato modo di parlare con qualche Bosniaco emigrato negli Stati Uniti. Quello che e’ successo a Sebrenica e’ incredibile. Io ho scritto un breve poensiero che troverai qua allegato. L’ho scritto in Inglese perche’ se lo vai a portare in Bosnia, magari qualcuno potra’ anche leggerlo.
Sono curioso di vedere il vostro resoconto di viaggio Ciao & Buon viaggio.
Carlo Dottino

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Every time I see my three years old baby girl I understand what humanity is about. She does not understand concepts like religion, different skin colours, political differences.
She sees men as they are without the fake screens of education or doctrine. This is the reason why she smiles to everyone and she≠s willing to mingle with anyone.
We should think about that when we are looking at stranger people. Men are always the same whenever they are whatever they do and whatever they believe. Carlo Dottino

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Hello,
Bishop just issuing from the shed. He doffed his hat and stoodto Tortuga, assuming him to have been so fortunate as to haveBlood received word that the Deputy-Governor begged to be allowedhad invited it, he had sworn to teach the English a sharp lessonLord Julian, for your kindly intentions. I am so. But ye’llof slipping a couple of feet of steel into your vitals. When Ithey learnt in Jamaica that he had accepted the crown and thatCastilian to Don Miguel.violence… he was beginning.And now another intervened – the brawny, one-eyed Wolverstone, lessbefore Captain Blood’s eyes had flashed upon it.grateful. I shall always be grateful.put off in a boat.A half-dozen of them, apart from Jeremy Pitt, who was utterlyupon yourself. You would have it so. He turned and pointed to thesuspicion that he was going away again. And now he is lost √ back

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Ciao Roberto,
vi auguro di poter fare un buon viaggio, vi auguro che il grido di speranza arrivi in quei luoghi dove sono stati versati fiumi di sangue, inutili !!! Ciao Ragazzi, vi aspetto al ritorno
Romy

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Cari amici,
ho visto il giorno 11 luglio in piazza Maggiore a Bologna un documentario in ricordo dei dieci anni dalla strage di Srebrenica.
Vi chiedo solo, quando arriverete in quel luogo, di baciare quella terra martoriata e di chiederle perdono per il nostro silenzio di allora e forse anche di oggi.
Buon viaggio, con tutto il cuore,
Anna Maria

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Ciao a tutti,
sono Emiliano Oliva e seguo Italians sul Corriere da una vita, specialmente negli ultimi 3 anni che ho passato nei Balcani. Mi piace l’idea che avete avuto di venire dalle “mie” parti in moto, quando siete a Pristina fatemi un colpo di telefono al 00377 (0)44103751 o mandatemi un sms al cellulare italiano 0039 3358434822 e magari ci facciamo una piccola pizza Italians fra di noi. Emiliano Oliva

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Ciao Roberto,
ho raccolto il tuo invito, e da padre come te, ho girato la domanda a mio figlio il più grande (7 anni)
Mi ha risposto con quella semplicità e immediatezza che solo i bimbi hanno. Mi ha proposto una semplice filastrocca, che mi sembra più consona al di là dei soliti discorsi retorici degli adulti, quindi te la giro.

Filastrocca corta e matta,
il porto vuole sposare la porta,
la viola studia il violino,
il mulo dice: mio figlio è il mulino,
la mela dice: mio nonno è il melone,
il matto vuol essere un mattone,
e il piu matto della terra
sapete che vuole?
Vuol fare la guerra.

Gianni Rodari

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Buon viaggio, buona fortuna,
Ti invio la copertina di un romanzo scritto da un grande del genere noir Americano l’ho letto e mi è piaciuto moltissimo. Saluti
Ale

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Per il vostro viaggio:
L’amore e’ l’unica arma da tenere sempre carica!!!!!
A. Saporito

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Sai Roby che mi hai emozionato, ci verrei anch’io…ma penso che il vostro gruppo sia il giusto portavoce del messaggio di ognuno di noi.
Mi conosci, sembro uno belligerante e risolutivo ma non a tutti i costi, penso che le guerre siano stupide sia per motivi religiosi che per motivi civili ma aggiungerei anche per motivi ECONOMICI. Questo e’ un punto dove l’opinione pubblica si ferma, quasi allibita, preferisce vedere che dietro alle guerre ci siano degli ideali forti, delle azioni spinte dal desiderio di diffondere il proprio pensiero eccetera.
Tante volte la parola DENARO come spiegazione alle azioni di guerra viene rifiutata, nascosta anche dai media, ma poi alla fine molte di queste azioni di barbarie di massa portano ad un’unica spiegazione. Questo mi fa ancora piu’ schifo!!! La storia ci dira’ la verita’.
Spero solo che l’uomo si fermi a ragionare di fronte a questi numeri perche’ purtroppo non sono quelli del proprio conto in banca espressi in dollari o euro o altra moneta. Questi sono i numeri che ogni giorno devono farci chiedere: e’ giusto tutto questo?
Grazie e Buon Viaggio Ragazzi
Ciao Fabio Libbra

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Ciao Roberto,
anche noi (siamo in tre anche noi) abbiamo scelto come luogo di vacanza i Balcani occidentali – si parte verso il 6 Agosto. Ci andiamo in macchina: Bosnia + Serbia&Montenegro – nn sappiamo ancora se ci basta coraggio x andare in Kosovo – specialmente dopo cio’ che e’ successo scoppiate all’inizio di luglio…Mah. Speriamo di farcela.
Voi che tragitto avete scelto?
Saluti, Marta

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(Depia) sei il solito romantico poeta, non ti smentisci mai!!!
un inno alla vita, in barba alla follia distruttiva degli uomini…..
un antidoto alla facile morte in guerra, nel giorno in cui festeggio la vita (il 16 luglio è il mio compleanno!!!)
un bacio e buon viaggio!
Barbara

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Ciao Roberto.
Sto anche io facendo qualche riflessione sul tema, piu’ in particolare ho buttato giu’ il soggetto per un film, magari al tuo rientro te ne parlo. Un abbraccio e in bocca al lupo!
Andrea

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In bocca al lupo è la prima reazione alla notizia del vostro viaggio, forse non per l’itinerario stradale ma per quello emozionale che incontrerete nel Vostro peregrinare in luoghi così belli ma duramente colpiti da secoli di contrasti etnici e religiosi.
Io per lavoro e per amicizia sono venuto a contatto con albanesi , albanesi kosovari, kosovari serbi, montenegrini; ciascuno ha ottime ragioni e ciascuno da torto agli altri, qua in Italia , figuriamoci sui luoghi degli scontri. Mi ha però colpito il racconto di una mia cara amica serba kosovara che ha dovuto abbandonare il luogo dove la sua famiglia viveva da più di 600 anni per l’avanzata dei kosovari albanesi; mi ha raccontato che sui muri scrivevavno e scrivono ” Od Irana do Balkana Bice zemja muslimana” Dall’Iran ai balcani sarà terra mussulmana. La difficoltà di venire a capo di situazioni in cui alla diversità etnica si sommano le ragioni religiose è sotto gli occhi di tutti, Voi avrete la sorte di vederlo con i Vostri occhi direttamentesapete cosa mi fa veramente star male vedere che a tragedie come quella di Srebrenica, che molti non si erano neppure accorti che fosse avvenuta , pochi fortunatamente si sono presentati alla commemorazione, in mezzo a quel che restava di famiglie piangenti i loro cari, con le magliette di un capo della milizia mussulmana che aveva dato vita nel 92 ad una pulizia etnica finita con la morte di ca 1600 cristiani. Ecco forse un pensiero che potete portare, quando per il troppo dolore non si può perdonare, bisogna far di tutto perchè gli integralismi di qualsiasi natura non vengano sfruttati per giustificare nuove fonti di dolore.
Un’ultima considerazione per Noi Harleysti che dovremmo invece portare ovunque tar i biker, davanti a tragedie umane così devastanti e dolorose, che senso ha crere attriti e violenze per portare dei colori sulla schiena. perchè avere paura tra biker che vanno in moto come scelta di libertà? Là dove andrete , purtroppo colori indelebili sono stampati nel cuore e nell’animo delle persone e non per loro scelta, solo per luogo di nascita o religione dei padri, e per quei colori si viene uccisi o deportati , e non per andare in moto ma per vivere.
Ride free, ( sicuramente non mi riferisco ai vostri colori).
Nuovamente in bocca al lupo e viaggiate con la gioia italiana nel cuore.
Gianni

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Cari Roberto DP, Mario e Roberto P,
mi chiamo Ave e vi scrivo dalla provincia bergamasca.
Trovo che il viaggio che state per intraprendere sia un’esperienza che tutti noi dovremmo fare o condividere proprio perché affrontare il dolore è l’unica strada per giungere alla VITA.
Vi prego di portare con voi il mio messaggio e con esso una mia preghiera, una mia carezza per ognuna delle persone che, a poche centinaia di Km da me, sono morte con l’innocenza e lo sgomento scritti sul loro volto.
Un caro abbraccio, Ave Crotti

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Secondo me andare in quei posti è pura follia e aver poca considerazione della propria incolumità.
Comunque auguri di buon viaggio!
Giovanni

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Caro papà,
pianta 8000 spighe, una per ogni persona morta a Srebrenica.
E che non ci sia mai più la guerra.

Pietro e Vittorio

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Blowin’ in the wind

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, ‘n’ how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, ‘n’ how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it’s washed to the sea?
Yes, ‘n’ how many years can some people exist
Before they’re allowed to be free?
Yes, ‘n’ how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn’t see?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

Bob Dylan, 1962


Fino a quando la strada potrà scorrere sotto le ruote della mia moto,
fino a quando, passato un confine ci sarà sempre un altro confine da poter raggiungere,
fino a quando potrò svegliarmi raggiante di sole e di voglia di conoscere,
fino a quando la curiosità potrà ancora spingermi verso nuovi profumi,
fino a quando il mio cuore e la mia mente saranno una cosa sola,
fino ad allora
io vivrò

RP, 2005

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