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In the pack

 

 

Allora, chiariamo subito che noi Threepercenters, nonostante i miliardi di chilometri percorsi insieme, siamo tra i più indisciplinati motociclisti sulla terra. Questo è dato da una serie di motivi, non ultimo il fatto che siamo sempre almeno in due sulla moto: noi alla guida e il nostro EGO sul sellino del passeggero (quest’ultimo parecchio pesante).
EGO può essere tra i maggiori responsabili di parecchie cazzate motociclistiche : per esempio il fatto di considerare il sorpasso come un affronto personale, o non tenere costante la velocità se si è alla testa del gruppo, o pur tenendola costante, astrarsi nelle nuvole e non rendersi conto che i compagni arrancano sette tornanti sotto, o frenare improvvisamente senza guardare se chi ci segue è “sveglio” e pronto a reagire, o rimanere indietro di un chilometro perchè “non ci va bene” la velocità del gruppo.
Insomma, robe del genere, in cui noi siamo specialisti.
Tutto ciò premesso, andiamo a goderci questo distillato di scienza motociclistica.
Nella figura qui a lato si può individuare qualche indicazione intelligente.
La prima cosa che è giusto evidenziare è l’importanza di viaggiare sfalsati di un paio di metri l’uno dall’altro, (come i primi tre bikers del disegno). In questo modo si guadagna prezioso spazio di azione nel caso il biker che ci precede pinzi il freno all’improvviso; io sono un sostenitore di questo posizionamento perchè sostengo che sia sempre meglio evitare di avere gente troppo vicina alle nostre chiappe. D’altro canto, grazie a ciò ho spesso evitato io di inculare Mario o Robi (vedi episodio del Depiano in Tunisia 2005).
Mi sembra altrettanto sensato mantenere una distanza di sicurezza. La figura suggerisce un secondo, ma per me è poco: ci vogliono almeno due secondi, e può tranquillamente essere ancora troppo poco a seconda della velocità e dello stato del fondo stradale.
E’ altresì pieno di buon senso il fatto di aumentare il cuscino di spazio tra moto quando peggiorano le condizioni stradali (bagnato, pietrisco, sabbia).
Mi ha colpito questa frase: “La sicurezza personale è sempre più importante del desiderio di rimanere in gruppo”.
Questo mi ha fatto ripensare ad alcune cose della mia (ormai felicemente) conclusa esperienza HOG, come la famigerata figura dei Road Captain:
in tanti anni di Chapter, non sono mai riuscito a capire a cosa cavolo servono.
Massimo rispetto verso chi si preoccupa di studiare il percorso a tavolino, che lo prova e che poi guida il pack davanti a tutti, ma non riesco a capire l’utilità di quei rompicoglioni che fanno avanti e indietro per la fila spesso creando confusione e mettendo a repentaglio la propria e l’altrui incolumità smarmittando e gesticolando come invasati. Personalmente non li ho mai potuti soffrire perchè la loro fastidiosa presenza mi ha sempre costretto ad aumentare di dieci volte il livello di attenzione di quella che avrebbe potuto essere una tranquilla gita in moto.

Intuisco (a fatica) che per qualcuno sia molto fico indossare la patch Road Captain e potersi affiancare a chicchessia per poi redarguirlo (c’è una categoria di persone che nel profondo dell’animo si sentono vigili urbani) ma il fatto di istituzionalizzarne l’attività mi pare assolutamente ridicolo oltre che pericoloso.
A riprova di ciò, aggiungo che spesso i Road Captain, o i Road Marshal (??!!), vengono scelti tra motociclisti tanto entusiasti quanto inesperti, che hanno comprato la moto da poco e che sbavano per cucirsi qualche patacca sul giobbottino.
Se proprio non potete fare a meno di bloccare un incrocio (altra solenne cazzata tipica dei Run) si potrebbe stabilire che lo fa chi arriva all’incrocio per primo, senza dover aspettare che un pirla con la casacca arancione ti sorpassi a 150 km/h per piombare su di una allibita nonnetta in Panda che, il più delle volte è già ferma.
Ultima cosa: lo “sweep rider” (cioè la scopa).
E’ confortante sapere che c’è qualcuno dietro di te che chiude la fila e che magari è dotato di walkie-talkie e di mappa, che conosce il percorso e che è lì per aiutarti se hai un problema o se ti perdi. Lo “sweep” non ti lascerà solo e se occorre potrà anche fermare il gruppo.
Ovviamente non l’ho mai visto fare in NESSUNA uscita del Chapter; posso garantirlo perchè mi ci trovavo spesso io, a chiudere la pista (e ad aspettare Angelino).
Il Depia racconta che durante un Run egli ebbe un problema alla moto e si dovette fermare. Non c’era lo sweep rider e i Road Captain erano troppo occupati a schiamazzare lungo la fila per accorgersi che qualcuno si era fermato – e non per pisciare o farsi una sigarettina.
Il problema era piuttosto grave e avrebbe potuto lasciarlo a piedi definitivamente, ma un po’ per fortuna e un po’ per abilità, il nostro Threepercenter (allora solo “in pectore”) riuscì a ripristinare il ferraccio e a ribeccare il gruppo, che nel frattempo si era già piazzato a gambe sotto al tavolo per squarciare il solito pranzo nuziale.
Piuttosto incazzato, il Depianaccio fece le proprie rimostranze al Director il quale, serafico rispose: – Beh, meglio così: sei riuscito a rimettere tutto a posto senza creare problemi al Chapter –
Lascio a voi i commenti…. Hoggers

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