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La storia della pezza in tre pezzi

 

Anche qui, tutto inizia dal nostro beneamato fattaccio di Hollister, quando nacquero gli “one percenters” (avvenimento che i nostri amici conoscono bene e che se voleste approfondire potete trovare ricordato proprio qui: i threepercenters).
Insomma, dopo quel pasticcio, l’AMA aveva buone ragioni per essere piuttosto incazzata e tendeva ad isolare i facinorosi che si fregiavano del fiero stemma 1% sul petto che da lì era scaturito, ma quest’ultimi non erano da meno, e non ci tenevano davvero ad essere confusi con i Riding Club o i Motorcycle Club “borghesi” ed affiliati all’AMA (American Motorcycle Association).
In quegli anni, infatti tutti i club affiliati all’AMA usavano portare pure loro la back patch (sulla schiena appunto). Quest’ultima era di forma assolutamente libera, e piuttosto simile ad un logo unico, con indicazione di nome del club e provenienza scritti senza particolari regole (che so, un po’ come le nostre?).
Orbene, i primi MC – già parecchio incazzati per tutto il resto – vollero differenziarsi ancora di più dal restante 99% dei clubs e decisero di tagliare la propria back patch in tre pezzi indossandola così con il nome del club, il logo e la città di provenienza cuciti sul giubbotto in modo separato tra loro.
Visto che i club MC non potevano frequentare gli eventi AMA, tanto valeva mandare a fare in culo del tutto il vecchio baraccone e organizzarsi da soli le proprie cose (ricorda qualcosa?).
Così i primi club MC outlaw (fuorilegge nel senso di “non allineati”, come spiego qui Outlaw Bikers?) iniziarono allegramente la loro vita di club autonomi, ben felici di non fare più parte di una grossa macchina organizzativa che li aveva in un certo modo, emarginati. E già che c’erano, tagliarono pure le forcelle delle loro moto (per saldarne poi di più lunghe) creando così i “chopper” (dal verbo to chop, tranciare) che entrarono pure loro nel mito biker.
Le patches in tre pezzi dei club MC divennero in breve più famose di quelle dei club dell’AMA tanto che adesso tutti i club MC ne adottano senza dubbio le forme.
Ma come mai le pezzone aquilose e brillanti della HOG sono diverse?

In effetti uno le guarda e vede che son fatte in due pezzi, e la città compare sopra e non sotto.
Inoltre, guardandole bene, la pezza sopra e il logo con l’aquila (purtroppo in vendita nei migliori negozi di abbigliamento HD…) sembrano compenetrate una nell’altra tanto che la pezza superiore si adatta perfettamente alle ali sottostanti dell’aquila della HOG.
Come mai?
Quando c’è stato da scegliere la back patch , la HOG ha voluto differenziarsi dai club MC (… come se ci fosse qualche dubbio) con i quali non voleva in nessun modo essere confusa.
Però un po’ di sapore motociclistico ai ragazzi HOG bisognava pur darlo, e quindi si è trovata questa soluzione “riunificando” due pezze separate tra loro, e ottenendo una mono pezza, composta da due parti (sempre con tutte le sacrosante libertà individuali di ogni membro HOG, che può tranquillamente scegliere di cucirsele come preferisce). La cosa è stata accettata dal gotha dei gruppi MC, che considerano gli HOG decisamente un’altra cosa, proprio per la caratteristica dichiaratamente commerciale e familiare della HOG stessa.
La HOG non fu l’unica associazione che “riunì” i propri colori per chiarire la propria lontananza dagli MC: all’inizio degli anni ’80, anche alcuni club di poliziotti motociclisti lo fecero, anche se ad oggi, sembra essere ritornato lo stile selvaggio dei bottom e top rocker un po’ per tutti i club.
A proprio rischio, però …..


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