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CILE E ARGENTINA, aprile/maggio 2014

Prima o poi, ci si arriva.  Si inizia a pensare al Sudamerica come a qualcosa di lontanissimo e irraggiungibile.  E il pensiero di poterlo visitare diventa irresistibile. Noi abbiamo iniziato con il Cile e l’Argentina, e ci siamo innamorati dei colori saturi del deserto dell’Atacama e delle valli dell’Argentina

Un grande viaggio, iniziato con qualche piccolo problema di spedizione (le moto, spedite in aereo, sono arrivate con alcuni giorni di ritardo.

Ma comunque un giro assolutamente spettacolare: peccato non avere avuto il tempo di fare il salar de Uyuni, in Bolivia, e le tantissime altre cose che ci offriva l’Argentina.

Con queste premesse, vi confermo che il viaggio è stato comunque bellissimo e le emozioni e i paesaggi ci hanno ampiamente ripagato delle ansie e lo stress dell’attesa.

Il giro ideale, prevedeva un anello percorso in senso antiorario, dal Cile all’Argentina, poi risalendo subito verso nord, entrando in Bolivia raggiungendo il Salar de Uyuni (il meraviglioso ed immenso lago salato che ricorda il Salt Lake dello Utah), per poi rientrare in Cile, dal passo di Ollague, per fermarsi a San Pedro de Atacama e riscendere verso sud via Antofagasta, La Serena e Santiago, visitando anche Valparaiso.

I luoghi da non perdere, sono molti.

Il principale è senz’altro San Pedro de Atacama dove abbiamo passato due giorni, facendo le escursioni con la nostra moto invece di intrupparci nei costosissimi pulmini delle agenzie.

Stupendo e durissimo, anche il Paso de Jama che collega il Cile con la Bolivia e l’Argentina, è senz’altro un altro tratto da non perdere.  Occhio ai repentini sbalzi di temperatura! Anche se c’era il sole, abbiamo preso “meno sei gradi” per un’ora (anche il Maestri stava soffrendo il freddo, ed è tutto dire), ma le immagini dei laghetti, dei salar e dei tenerissimi lama, uniti alle montagne e i vulcani, lo rendono un tratto assolutamente imperdibile.

Molto bello anche il passo gemello (Paso de Sico), nella stessa zona, più a sud e più basso, tutto sterrato ma più dolce sia come strada che come altitudine (sui 4000 mt). E’ una variante bellissima, che porta  direttamente da San Pedro de Atacama a San Antonio de los Cobres e poi a Salta.

Se per qualche motivo decidete di saltare la Bolivia e il Salar de Uyuni, non perdete la visita alle Salinas Grandes (tra Susques e Purmamarca, sempre sulla Ruta 52, del Paso de Jama).

In Argentina le maggiori emozioni le danno i tratti sterrati della Ruta 40, la Quebrada de Humahuaca (Ruta 9, da Salta a Purmamarca e poi fino a La Quiaca) che corre in una valle circondata da rocce che cambiano colore con il sole e specialmente al tramonto, e la Quebrada del Toro (Ruta 51), a sud di Salta. Bellissima anche la Cuesta de Obispo, stradina di montagna che si inerpica da Salta raggiungendo Pedra del Molinos, Cachi e il parco de Los Cardones, con gli immancabili cactus (Ruta 40).

La Recta del Tin Tin poi è un tratto di oltre 30 km tutto dritto, vicino a Cachi: immancabile la foto, in stile Monument Valley.

Le città più belle del Cile sono Valparaiso e Santiago, ma anche La Serena, mentre in Argentina, abbiamo amato Salta elegante e raffinata, nel suo stile coloniale.

Ma questo viaggio è solo l’inizio della scoperta dell’immensa America del Sud, con tutto il resto del Cile e dell’Argentina: Buenos Aires, le vigne di Cafayate e l’asado cucinato nella pampa, le cascate dell’Iguacù e ovviamente il grande sud, la Patagonia, i ghiacciai e le immagini che sembrano uscite da un libro di Francisco Coloane.

Ma questa è un’altra storia.

Santiago

Valparaiso,

La Serena,

Antofagasta

San Pedro de Atacama

Purmamarca

Salta


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