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LIBRI DI MOTO


CONTROSOLE 
Roberto Parodi
Prezzo di copertina 13 Euro
295 pagine

TEA Libri

Un padre che ha lasciato le certezze di un’esistenza sui binari, e anche gli affetti, per inseguire il sogno di una vita diversa. Un figlio adolescente chiuso nel suo mondo. Salgono insieme su una moto per affrontare un problema che si trova – forse – dall’altra parte del globo.  Lui, il ragazzo, vuole fare qualcosa di concreto, per la prima volta:  lui, il padre, vuole ricostruire il rapporto con quel figlio sfuggente.  Guidano per diecimila chilometri su una vecchia Harley che conosce le strade del mondo, attraversano un confine dopo l’altro, un paesaggio dopo l’altro, un popolo dopo l’altro – dall’Italia all’India, passando per la Turchia, l’Iran e il Pakistan.  E chilometro dopo chilometro si parlano, si incontrano, si avvicinano, imparano di nuovo a volersi bene.

Dopo Scheggia, accolto da un pieno successo di pubblico e di critica, Roberto Parodi torna “sulla strada”, con un nuovo romanzo che unisce il fascino del viaggio verso Oriente all’avventura dei sentimenti.
Giudizio: non posso darlo: l’ho scritto io.  Se volete, leggete le recensioni qui




SCHEGGIA – Una storia di moto e di amicizia
Roberto Parodi

Prezzo di copertina 12 Euro
336 pagine
TEA Libri

Da Milano al Sahara, tre amici in sella a tre Harley,  tra avventure, ricordi, scoperte e un mistero.
Una celebrazione dell’amicizia e della libertà su due ruote in una indimenticabile avventura “on-the-Road”.

Cari amici, finalmente in tutte le librerie è disponibile il mio secondo libro: “SCHEGGIA, una storia di moto e di amicizia”.   A distanza di circa due anni dall’uscita del “Cuore a due cilindri”, ora alla sua terza edizione, ecco a voi il mio nuovo libro. E’ una cosa un po’ diversa stavolta: un romanzo. Una storia “on the road“, nella quale si muovono tre amici che hanno passato molti anni a viaggiare insieme sulle loro Harley e che la vita poco per volta ha allontanato, trasformandoli e facendoli diventare diversi da loro stessi. Tre persone normali: non radical bikers nè backpackers che hanno il tempo per starsene anni in giro per il mondo. Tre amici nei quali è facile immedesimarsi, con i problemi  di tutti i giorni, la consapevolezza del tempo che passa e il pensiero latente del bilancio della propria vita. Tre tipi abbastanza incasinati, ma dentro ognuno di loro c’è ancora il guizzo, la scheggia, la follia pronta a saltare fuori, e quindi eccoli rincontrarsi dopo cinque anni al funerale del loro amico Fedro, misteriosamente scomparso in Africa, e a guardarsi negli occhi senza quasi più riconoscersi. Quel momento sarà fondamentale per far crescere dentro ognuno di loro, la consapevolezza che bisogna partire ancora per un ultimo grande viaggio in onore di quel loro vecchio amico, e forse anche per loro stessi. Una storia che si srotola con il ritmo pulsante dei cilindri di tre Harley come al solito inadeguate ed ingombranti, ma generose e testarde nel raggiungere gli obiettivi e rincorrere i sogni che tre ragazzi ormai cresciuti, scoprono di avere ancora nascosti in fondo all’anima.

Giudizio: leggete le recensioni per farvi un’idea. Qui




I VIAGGI DI JUPITER – Il giro del mondo in motocicletta
Ted Simon

Prezzo di Copertina: euro 18,50
446 pagine
Elliot Edizioni
Ho terminato il ponderoso libro di Ted Simon, “I Viaggi di Jupiter”. Il viaggione è stato fatto nel 1973, e il tipo ci ha messo quattro anni.    Poi, a settantanni, (nel 2003), ci ha riprovato. E ci è riuscito di nuovo. Il libro riguarda il primo viaggio, comunque.

Che dire: dopo averli letti credo quasi tutti, questi viaggi di grandi viaggiatori in moto, che mollano tutto e partono per anni in giro per il mondo, mi hanno quasi rotto il cazzo.
Si perchè, pensavo, ma cosa cavolo ci vuole a fare un giro, che so, dell’africa, da nord a sud, mettendoci NOVE mesi, cazzo.  Cosa ci vuole, dico io.  Parti, ti fermi, dormi una settimana, rompi la moto? Non c’è problema, mi piazzo lì bello tranquillo e aspetto che arrivino i pezzi da Londra (per uno statore a Delhi, ha aspettato 4 settimane!!!  Allora dico: va bene, ti fai questo viaggio, ma non riesco minimamente più a immedesimarsi, anche perchè a queste persone poi, lungo il viaggio incomincia a cambiare la testa, incominciano a cercare altro, a vedere altre cose del viaggio.  E in definitiva il libro diventa una palla.  Dopo la prima metà, piuttosto ben scritta e stimolante, che parla appunto della fase africana del viaggio e della freschezza di un uomo che impara aconoscere la propria Triumph e ad affrontarne limiti e capacità, beh secondo me potete chiuderlo e andare a fare un giro in moto.  Ma tornando a casa, eh…

Giudizio: troppo lungo il libro e troppo lungo il viaggio (cazzo, cosa ci fai per 4 anni in giro per il mondo a non combinare niente?)








Il lavoro manuale come medicina dell’anima
Matthew Crawford
Prezzo Euro 17,50
2010, 225 p., brossura
Editore Mondadori  (collana Strade blu)
Mah ragazzi. Posso dirvi una cosa? Non sono riuscito a finirlo.
Eppure sono sicuro che è un libro che dice esattamente quello che penso. La storia di un uomo che lavora nell’etereo ambiente delle multinazionali, dove spesso si viene pagati profumatamente e alla fine della giornata non si capisce cosa si è fatto per meritarselo.  E si può finire con una certa depressione da mancanza di “ritorno concreto” di ciò che ci si sta a fare in ufficio.
Beh, ecco la soluzione: aprite un’officina di moto e quelle banconote fruscianti che vi troverete in tasca insieme al sorriso del proprietario della moto che avete appena riparato, che la accende e se ne va salutandovi, saranno la più grande soddisfazione della vostra giornata.
E’ tutto qui in effetti: e forse bastavano molto meno di 225 pagine per dirlo, ma per nostra sfiga il nostro Crawford è un ex filosofo e allora un bel po’ del libro si ingarbuglia su elucubrazioni e citazioni veramente noiose. 
Io mi sono arreso a pag 50.   Poi l’ho ripreso.
Ora è li a pagina 100 fermo sul mio comodino. Ma so che lo leggerò prima o poi.
Giudizio: Coraggio ragazzi. Chi la dura la vince…

 

 

-IL CUORE A DUE CILINDRI: viaggi e riflessioni di un motociclista innamorato della sua Harley-Davidson-
Roberto Parodi
FBE-Edizioni
240 pagine,
14,00 Euro
Vi chiederete di che accidenti di libro si tratta: beh ragazzi, dovrete giudicarlo voi. Dentro c’è gran parte della mia vita, per lo meno quella che si può vedere attraverso le due ruote: il primo motorino, la prima piccola Harley-Davidson (la SST 125), la prima ragazza che si scotta il polpaccio sulla marmitta.
E poi gli anni che passano insieme alla strada sotto le ruote, la scoperta di un mondo affascinante ma da maneggiare con cura, dove gli uomini proiettano i propri sogni e spesso la loro immagine più vera e forse quella quella più vulnerabile e più sofferta.
Un mondo dal fascino immediato, che ci fa discutere, incazzare e da cui non si resta mai indifferenti.
Ogni episodio è un pretesto per approfondire argomenti come i gruppi MC e gli Hells Angels, Carlo Talamo e la HOG, i panzoni con l’Electra, i motociclisti da bar e chi se la tira da veterano. Le back-patch, i raduni, i lunghi viaggi, il difficile equilibrio tra gli uomini, le grandi amicizie, i vecchi meccanici scorbutici e insostituibili e i mille stratagemmi per conciliare lavoro, famiglia e moto.
C’è la pazienza e l’affetto di chi mi ha sempre voluto bene, la magia delle nuove amicizie e il piacere di ritrovare persone dopo anni.
Quello che posso dirvi è che si tratta di un libro sull’amore: un sentimento strano e particolare ben conosciuto a chi come noi, sente di avere in fondo cuore, due inarrestabili cilindri a V.
- Giudizio: Ragazzi, l’ho scritto io quindi non fatemi sbilanciare…

 

 

- LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA
Robert M. Prisig
Adelphi
Titolo originale: Zen and the Art of Motorcycle Maintenance
402 pag., Euro 9,30
Pubblicato nel 1974 negli Stati Uniti, prima opera di un autore sconosciuto, questo libro ha avuto subito un successo immenso (cinque ristampe nello stesso mese, quando apparve l’edizione tascabile). In breve è diventato un libro-simbolo, il romanzo di un “itinerario della mente,” in cui molti si sono riconosciuti.
Robert M. Pirsig è nato nel 1928, nel Minnesota, da una famiglia di ascendenze tedesche e svedesi e ha scrito anche altre cose anche se, proprio come Salinger, questo libro è il suo unico veramente memorabile.
Personalmente la prima volta che l’ho affrontato non sono riuscito a finirlo, visto che in molti tratti è di una noia mortale.
Pirsig infatti è stato realmente internato in manicomio nella sua giovinezza e gli è stato fatto l’elettroshock.
Questa cosa lo ha segnato profondamente e il libro è in effetti il viaggio alla ricerca del vecchio Pirsig, in luoghi da lui probabilmente già visitati in passato.
Purtroppo a causa di ciò, bellissime descrizioni del viaggio con il figlio su una moto di medio/piccola cilindrata attraverso gli Stati Uniti, cozzano con ponderose divagazioni su concetti filosofici talvolta veramente pesanti, che suggerisco bellamente di saltare.
Il libro parte molto bene con l’atmosfera del viaggio, i piccoli inconvenienti e la gioia della strada, insieme a paragoni tra i diversi tipi di approccio al viaggio, all’imprevisto e alla manutenzione (ovviamente), ma diventa progressivamente più pesante nel prosieguo.
-Giudizio: certamente un libro da leggere e da tenere sotto mano. Magari senza il timore reverenziale di saltare tranquillamente un capitolo o dieci pagine di seguito, in un opera che anche se molti amano citare, ben pochi hanno avuto il coraggio di affrontare e sorbirsi in toto.


 

- In vespa
– Brum Brum
– Rhapsody in black
– In Cina in vespa
Autore Giorgio Bettinelli
Feltrinelli, strade Blu
Quattro libri immancabili per chiunque abbia sognato almeno una volta di fare il “viaggio della vita”.
Giorgio, purtroppo recentemente scomparso, lo fa davvero e lo sa raccontare con amore e semplicità.
Scrittura immediata e grande modestia lo rendono subito simpatico e lasciano il lettore soddisfatto e desideroso di passare al libro successivo.
Ho avuto l’opportunità di conoscere e frequentare Bettinelli in una delle sue rare parentesi italiane. Avevo appena finito di leggere Brum Brum e me lo vedo uscire da un supermercato di Milano con una bottiglia di Chianti appena acquistata. Mi è venuto un colpo: la sera dopo era già a casa mia a cena, eravamo già diventati amici.
Secondo me il suo libro migliore resta è il primo, In Vespa (da Roma a Saigon) ma anche “Brum-Brum” e “Rhapsody in Black” non tradiscono le aspettative.

- Giudizio:molto positivo su tutti e quattro, da leggere ed apprezzare anche per chi guida una Harley…


 

 

- Il giro del mondo in moto (I miei 57.000 km in solitaria)
Autore: Marco Deambrogio
Sperling&Kupfer
Deambrogio esordisce con questa opera prima, la metà della quale, tuttavia, non riguarda il viaggio in moto bensì altre performance (peraltro molto audaci) effettuate dal nostro valenzano a piedi o con altri mezzi ti trasporto (Jeep, sci, etc).
Come molti altri viaggiatori, la scrittura forse non è il suo forte, tuttavia lo spirito che traspare nella storia è quello giusto. Non mancano la descrizione dei preparativi e il diario di viaggio ma – come in molti altri libri del genere – si finisce per avere l’impressione di “vedere da fuori” il protagonista, senza veramente “essere seduto sul suo sellino posteriore”. Questo perchè una troppo scolastica attenzione verso i particolari del viaggio, va a scapito di un racconto più intimo e di una parte più introspettiva che avrebbe avvicinato i lettori al protagonista, la cui anima e le cui motivazioni restano completamente ignote.
- Destinazione: Afghanistan
Stesse impressioni anche sul secondo libro “Destinazione Afghanistan”, che ci impedisce, non so perchè, di affezionarci all’autore, forse perchè non riusciamo a conoscerlo a fondo .
- Giudizio: Sono letture interessanti e probabilmente utili per chi si volesse avventurare nelle stesse lande, con speciale attenzione per la Russia a cui l’autore sembra particolarmente legato. “Il Giro del mondo in Moto” è forse migliore tra i due. 



 

- Il Veicolo Perfetto, la motocicletta
Melissa Holbrook Pierson
Tea Libri
Grande Melissa, che ci scodella un bel libro sul suo amore verso una Moto-Guzzi che in territorio americano ce la rende ancora più simpatica.
Dalle prime lezioni di guida con un fidanzato bastardo, fino ai suoi raduni in giro per gli USA, senza mai strafare come del resto ci si aspetta da una donna, Melissa ci fa affezionare alla sua moto e al suo desiderio di condividere con lei la sua vita. Anche se non ci sono passaggi veramente memorabili, questo libro contiene tutto quel che ci vuole per farci capire cosa vuol dire amare la motocicletta.
Un ottimo incipit, con una suggestiva descrizione della partenza della moto, nel garage di casa.
- Giudizio: Positivo, è piaciuto anche a Giovanna, mia moglie, l’anti-moto per eccellenza


 

- Col Cuore in Moto
Roberto Nobile
Coniglio Editore
Tanti piccoli affreschi autobiografici che parlano di un’educazione sentimentale e sportiva sullo sfondo della Sicilia degli anni ’60. Moto, gare, personaggi e luoghi di un epoca passata riprendono magicamente vita grazie alle pagine di Roberto Nobile
- Giudizio: Positivo. Si parte dalle Lambrette per finire alle smanettone anni 70, ma l’affetto per le due ruote e una ruspante e solida conoscenza dell’arte motociclistica, rende questo libro, scorrevole e di facile lettura, un piccolo gioiello per gli amanti delle due ruote. Da regalare anche al nonno o a un amico non necessariamente pazzo per le Harley

 

 

-KENTAUROS
Ivan Battista
Pieraldo Editore
Caspita, che fregatura.
Un libro scritto con presunzione e stile veramente pessimo e ampolloso.
Il nostro Ivan tratta la moto come un pretesto per fare sfoggio di conoscenze di psicologia e di mitologia greca, e il risultato è una montagna di citazioni e di riferimenti (di media lunghi un paio di pagine l’uno) alle suddette materie, che distolgono il lettore dallo scopo primario del libro, che dovrebbe essere, appunto l’approfondimento dell’istinto e della ragione del motociclista.
Una noia mortale per un libello scritto con prosopopea e autoreferenzialità, con uno stile faticoso e completamente inadatto all’argomento.
- Giudizio: Negativo. Non fatevi ingannare dalla bella immagine in copertina, dove un cavaliere medievale cavalca suggestivamente una Guzzi V7 Ambassador (che scommetto che l’autore manco conosceva, visto che dal libro si desume tutto fuorchè una seppur minima conoscenza del mezzo….)

 

 

- TI PORTERO’ A BRAY HILL
Roberto Patrignani
Roberto Nada Editore, (disponibile alla Libreria dell’Automobile a Milano, corso Venezia)
Il Patrignani (giornalista e scrittore, ma soprattutto motociclista) ne ha fatti di Tourist Trophy, sull’Isola di Man, quando era giovane. A 55 anni, però, decide di farne ancora uno e ci prova con una Honda che userà solo per quello
Un libro da cui traspare l’affetto per la moto e la passione per le corse, e che si rivela fondamentale per chi decida di andare al TT sull’Isola di man, anche solo per vederlo(naturalmente in moto). Il libro è scritto con uno stile antiquato e spesso un po’ pesante, ma resta un volume che non può mancare nella biblioteca del motociclista.
- Giudizio: Positivo, con un pensiero e un ringraziamento al povero Patrignani, mancato all’inizio del 2008.

 

-DA STRADE DIVERSE
Lory666
pp. 200, Eur 18,00
Un libro di vita vissuta, che parla in prima persona della carriera di biker di Lory, l’attuale Prez degli Hells Angels di Milano. Uno stile asciutto e immediato per un libro che deve essere letto da chi decide di avventurarsi nella intricata giungla del panorama biker italiano.
- Giudizio: Positivo: le prime opere si comprano sempre, e specialmente se sono scritte con il cuore.

 

- HELL’S ANGELS
Hunter S. Thompson
pp. 272, Eur 16,00

“…tuonante a tutta birra, la minaccia è di nuovo in corsa. Bassi sulla sella, s’infilano nel traffico a centoquaranta all’ora schivando di pochi centimetri i timorosi benpensanti.”
Un diario che descrive lo spirito, le pazzie e la voglia d’avventura dei motociclisti fuorilegge: il mito delle Harley-Davidson modificate e le leggendarie cavalcate sulla Route 66; i colori e i riti d’iniziazione del gruppo; le violenze vere o presunte e lo scontro con il potere; le reazioni isteriche della stampa; l’incontro con Allen Ginsberg e la scena psichedelica e pacifista.
Peccato che la palla sia dietro l’angolo, e l’esagerazione all’ordine del giorno.
Amante delle sensazioni forti, Thompson ha frequentato gli Hells solo per scrivere il libro e alla fine se le è anche prese, dovendo scomparire dal giro per sempre. Tra gli altri romanzi e saggi ha anche pubblicato Paura e disgusto a Las Vegas, da cui è stato tratto il film di Terry Gilliam.
È morto suicida il 21 febbraio del 2005.
Pace all’anima sua.
- Giudizio: il libro risente di una notevole patina del tempo e, anche se tradizioni degli Hell’s Angels si ripetono con grande coerenza e non molto è cambiato da trent’anni fa ad oggi, il volume rispecchia una realtà che è probabile esista solo nella testa dell’autore.
Un libro da comprare forse solo come documento di un’epoca, tenendo a mente che gli Hell’s di oggi sono inseriti in un contesto sociale molto diverso che questo libro, ovviamente, non può considerare.

 

 

-RACERS
Michele Lupi

Michele Lupi è un giornalista amante della velocità e di motori. Con esperienze redazionali e di televisione alle spalle, oggi dirige la rivista GQ (venendo da una precedente esperienza come direttore di Rolling Stone).
Racers è un libro di velocità e sfide estreme presentate attraverso interviste e brevi racconti. I protagonisti di queste storie sono alpinisti, velisti, bikers, subacquei ma soprattutto i piloti di moto e di auto. Fra tutti spicca la figura di Valentino Rossi – che ne ha scritto anche la prefazione.
Michele Lupi approfondisce e illustra un rapporto tra viaggio e velocità, attraverso grandi progetti e sogni di una vita.
- Giudizio: un libro che si legge facilmente, anche se manca di un filo conduttore e si sente l’effetto copia e incolla da articoli scritti in passato. Ogni capitolo è a se stante ed in effetti non tutti riguardano la moto. La foto in copertina – il corridore Joey Dunlop, che detiene il record delle vittorie al Tourist Trophy – vale buona parte del prezzo di copertina.

 

 

-LONG WAY ROUND
Ewan Mc Gregor e Charley Boorman
I due tipi parlano del loro “giro del mondo” in moto ma già dalla mappa acclusa ho qualche dubbio: in pratica si fanno solo la russia, perchè poi il pezzo dopo di fatto è un Coast to coast in USA. Veramente una passeggiata, specie se uno dei due è Obi Wan Kenobi (l’attore di Star Wars, ricordate) e ad ogni sosta l’impegno principale è la partecipazione a festini di benvenuto con autografi e foto sui cavalli vestito da cowboy.
Beh, la faccio breve, i due “eroi” attraversano la russia con tre o quattro moto (tutte BMW GS fiammanti date dalla casa madre) e jeep Mitsubishi al seguito con troupe di meccanici, traduttori e cameramen. A Londra hanno un ufficio di supporto che gli “apre la strada” e che gli prepara tutti i documenti e i visti. La Russia viene attraversata addirittura con una guida (un povero russo che va in avanscoperta) e risolve i problemi ai due “eroi”.
Tutto è finalizzato alla “produzione” di video, DVD e filmati con la loro grande avventura.
- Giudizio: sei un attore, sei ricco e famoso, non vuoi fare un cazzo, sei sul set fino al giorno prima, ma pretendi di partire una mattina e farti il giro della russia – per poi dire che hai fatto il giro del mondo – e che sei un duro. Così ti porti dietro un caravanserraglio di supporto. Va bene, nessuno te lo vieta.
Ma almeno non scriverci un libro..

 

 

-Destinazione NSWE
Ciocio Cavallo
Quattro storie di viaggio scritte in modo estremamente amatoriale da Cavallo, che riesce poi a coronare il suo sogno e diventa un professionista dei viaggi in moto. (io me ne sono servito per dakar, con buoni risultati). Interessanti i viaggi (Mongolia, India, Dakar e altri) ma lettura difficile e ridotta cura del libro come stampa.
- Giudizio: probabilmente c’è di meglio nel panorama letterario di viaggi, ma offre spunti utili per effettuare personalmente alcuni dei viaggi.

 

 

-Freedom – Credos from the road

Sonny Barger
Nuove pillole di saggezza del vecchio Sonny. Un libro che può essere letto a pezzi, senza necessariamente seguirne il filo. I valori positivi come l’orgoglio, la fratellanza e la dignità, si mescolano con principi meno condivisibili, come quando Sonny esalta la scazzottata invece di una civile discussione o (ancora peggio) la vittoria innanzi tutto, nel capitoletto intitolato “fanculo il combattimento leale”.
Tra queste pagine il credo della strada sembra fondersi un po’ troppo con le esperienze di Folsom, dove Sonny ha passato diversi anni a spese del contribuente.
- Giudizio: un’opera che forse deluderà chi, come me, ha apprezzato il ben più valido primo libro di Barger, “Hell’Angels”.
PS: la moto in copertina è una Honda…

 

 

-Under and Alone
William Queen (In Inglese)
Una storia vera scritta da un poliziotto di Los Angeles che si infiltra tra i Mongols MC della zona. La cosa gli riesce così bene che ne diventa Treasurer e Secretary (due ruoli in cui, peraltro nella mia vita non ho mai incontrato dei geni). I Mongols vengono descritti come criminali dichiarati, e neanche troppo intelligenti. Il poliziotto sotto copertura terminerà la missione con successo ma, quando dovrà testimoniare contro i vecchi “fratelli”, si sentirà un po’ in colpa (e direi…).
Bellissima la parte in cui nessun collega gli fa le condoglianze per la mamma morta, mentre tutti i Mongols se ne ricordano e lo abbracciano con sincero affetto.
- Giudizio: un buon libro, ma questi infiltrati a me stanno un po’ sul cazzo…

 

 

-Hell’s Angels
Ralph “Sonny” Barger (in italiano)
Il primo libro di Sonny.
Breve, immediato, leggibile anche da bikers che di solito si sentono più a proprio agio con le brugole (o il telecomando) invece che con la carta stampata.
Ricorda da lontano il primo Edward Bunker.
Un libro che nessun vero biker può permettersi di non avere letto.
- Giudizio: un classico

 

 

-Corri fiero, vivi libero
Ralph “Sonny” Barger (in italiano)
Con tutto il rispetto, questa seconda prova letteraria del vecchio Sonny è piuttosto malriuscita.
Dopo il valido Hell’s Angels (romanzo) questa è invece una raccolta di racconti di vari autori-bikers (spesso neppure Hells) che sembrano piazzati lì senza particolare ordine nè logica. Si va dall’impresa del guzzista che attraversa il Canada descritta come se fosse arrivato sulla luna, alla storia di mezze troie motorizzate e strafatte.
Unici racconti interessanti, quelli di Sonny stesso, come quello del President degli Hells che “marca il territorio” andando coraggiosamente a bersi una birra nel locale frequentato dal club MC nemico.
La foto in copertina vale l’acquisto del libro.
-Giudizio: molti racconti da saltare, ma un libro che può avere una sua collocazione sullo scaffale biker.

 

 

 

-The Biker Code
Stuart Miller, Geoffrey Moss (in inglese)
La grande aspettativa sul titolo (il codice dei bikers) è poi subito delusa dopo le prime pagine.
Si tratta infatti di pensieri di persone normali (neppure membri di MC) che possiedono una moto; ogni pagina ha la foto ritratto del motociclista e contrapposta, la sua filosofia di vita: una roba da far venire i brividi.
Spreco galattico di “Live free” e “Ride forever” in un libello da cui tenersi alla larga.
Particolarmente irritante la scheda della “maestra di guida motociclistica” (???) che fa la fica motorizzata che va più forte di voi e che vi insegna come si sta sulla sella, ma che poi confessa di doversi mettere i tappi di cera perchè il rombo le disturba i delicatissimi timpani…
- Giudizio: da regalare a chi non sa un cazzo di moto

 

 

-The Rebels
Daniel R. Wolf (in inglese)
Scritto da un antropologo canadese, è interessante nella parte descrittiva delle abitudini e della vita di questo famoso gruppo MC, i Rebels appunto.
Wolf teme che il lettore non capisca che lui ha rischiato il culetto nell’impresa di avvicinare i bikers per il suo libro, e ce lo ricorda quasi ogni due pagine.
Per nostra fortuna riuscirà nell’intento, di fatto dichiarandolo apertamente ai Rebels, che glielo consentiranno senza pretendere nulla in cambio.
Il libro risente un po’ del provincialismo canadese e della sensazione di essere ai margini di un mondo biker, che giusto al di là della frontiera con gli USA, è molto più vivo.
-Giudizio: apprezzabile

 

 

-Hells Angels Motorcycle Club
Andrew Shaylor, (prefazione di Sonny Barger)
Eccezionale raccolta fotografica in questo libro in gran parte in bianco e nero. Visi ed espressioni che non si scordano facilmente: sono i membri dei club Hells Angels inglesi, ritratti con maestria da Shaylor.
Oltre alle sezioni riservate alle Club Houses e ad un Run in Spagna, una bellissima parte riguarda le donne degli MC.
Indimenticabile il President del club di Londra: quando l’aplomb inglese non stona con le storiche pezze bianco-rosse.
-Giudizio: immancabile

 

 

-The Bikeriders
Danny Lyon (in inglese)
Un libro fotografico che ha segnato la mia esistenza. Le più belle foto di motociclisti che abbia mai visto.
Colpisce una cosa: negli anni ’50 anche i membri dei peggiori MC fuorilegge, sotto sotto erano ancora i ragazzi della porta accanto e soprattutto … erano magri.
Lyon è stato egli stesso un Outlaw e dalle sue foto traspare un modo di vivere il club fatto soprattutto di libertà e di vera passione meccanica per i mezzi stessi, unito all’insofferenza verso la vita borghese.
Una foto in particolare la dice lunga su come gli antesignani dei litigiosi e lugubri club MC di oggi, vivessero la loro passione per la moto e la vita di club: un Outlaw e un Hell’s Angel, insieme, sul sellino della stessa Harley.
-Giudizio: quando un libro di bikers riesce a essere anche un documento di un’epoca

 

 

 

-One Percent
Micheal H. Upright
Qui le cose cambiano: bastano vent’anni e davanti all’obiettivo di Upright, gli Outlaws sono diventati un’accozzaglia di ciccioni attorniati da lattine vuote di Budweiser.
Il libro è una realistica ed apprezzabile carrellata su questo importante gruppo MC com’è oggi: è curioso il parallelo con The Bikeriders, qui sopra, dove sono ritratti probabilmente i nonni degli Outlaws di Upright.
-Giudizio: eccellente stimolo per iniziare una dieta

 

 

-The Brotherhoods
by Arthur Veno
Il solito antropologo che si infiltra tra i gruppi MC australiani e ne scrive una biografia.
Missione rischiosa e neppure troppo riuscita.
Piuttosto noioso e ripetitivo, il saggio è troppo focalizzato sull’Australia e tocca solo marginalmente l’”hard core” dei grandi gruppi MC.
-Giudizio: meglio andarsi a fare un giro in moto




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